Brochureware: come e perché evitarlo




[Il blog di Contenuti WEB riflette il mio approccio al mestiere del web writer: chi scrive contenuti per internet deve conoscere sì i meccanismi della rete, ma anche quelli della scrittura. Qui troverete consigli per il web writing da entrambi i punti di vista: del geek da una parte e del web writer dall'altra. Buona lettura!]

 

 

 

Il termine brochureware viene utilizzato in ambito web per indicare quei siti (aziendali e non) i cui contenuti riproducono in modo palese le caratteristiche della carta stampata. Il significato, secondo alcuni, va esteso alla frequenza stessa di aggiornamento dei contenuti. I due aspetti, per quanto mi riguarda, sono legati uno all'altro come fratelli siamesi: dato che la carta stampata è per sua stessa natura non aggiornabile, il fatto di trovarsi di fronte pagine web palesemente vecchie – per linguaggio, per temi affrontati, per link rotti, per data dell'ultimo post, ecc – non è altro che una conseguenza di questo approccio tanto frequente quanto sbagliato.

 

Profilo aziendale sbagliato
Presentazione dell'A.O. di Catanzaro "Pugliese-Ciaccio", magnifico esempio di brochureware

 

Esempi di brochureware ne abbiamo davanti agli occhi tutti i giorni e l'effetto, come avrete avuto modo di sperimentare da soli, è alquanto irritante. Si pensa di essere capitati alla pagina giusta e ci si accorge che la data in alto a destra è ferma al 2009. O magari si trova un elenco di link papabili riguardo a un argomento di nostro interesse e invece alcuni siti di destinazione non esistono più, altri hanno cambiato tematiche e così via. Eppure, si tratta di un fenomeno terribilmente diffuso, al punto che forse proprio l'enorme quantità di imputati ha permesso al brochureware di estendersi a dismisura, in una di quelle spirali infinite (virtuose o viziose) tipiche della rete.


Esempio brochureware
Home page di ASF Autolinee: colori sbagliati e molta confusione...

 

La conoscenza del problema da parte delle aziende italiane – chi l'avrebbe mai detto – è inesistente o approssimativa. In molti, tanto per citare l'errore più ricorrente, pensano che pubblicare la propria brochure (da cui ilnome brochureware) come profilo del sito o come pagina “chi siamo” (piuttosto che “about” o altro) sia più che sufficiente. Lo è però soltanto per chi vuole segnalare la propria presenza sul web senza ipotesi di ecommerce, interazione con gli utenti, offerta di contenuti di qualità e via dicendo. In sostanza, questo discorso può essere accettabile per la birreria di quartiere o il negozio di animali, ma non certo per imprenditori e commercianti che desiderano allargare il proprio business.


Altro esempio di brochureware
La sezione articoli della web agency Sitionweb con ben... 3 messaggi di errore...

 

Il motivo si intuisce facilmente: copiare e incollare i contenuti di una brochure o di altro materiale cartaceo (volantini pubblicitari, comunicati stampa, presentazioni aziendali, ecc) senza interventi di ottimizzazione, preclude quel valore aggiunto che invece, nel web, andrebbe sfruttato fino all'osso. Un valore che si ottiene con innumerevoli espedienti, riassunti qui di seguito sotto forma di breve lista:

 

  • Link esterni e interni > costruiscono una buona rete dentro il e fuori dal sito web;

  • Formattazione del testo > migliora la lettura e guida gli occhi dell'utente alla ricerca di ciò che gli interessa;

  • Commenti, voti, tasti share > incentivano la condivisione, il passaparola, lo scambio di informazioni;

  • Suggerimenti, approfondimenti > prolungano la permanenza nel sito (ti potrebbe interessare anche...);

  • Immagini, fotografie, vignette > facilitano la lettura e aumentano le possibilità di essere trovati grazie agli “attributi alt”

 

E altri ancora... si tratta in definitiva di accorgimenti a volte banali a volte no, in grado di trasformare la vecchia brochure cartacea in un testo ottimizzato per chi naviga in rete, arriva per caso al vostro sito e, come riportano diverse statistiche, vi dà la bellezza di 8 secondi per convincerlo a restare.

 

 

Per approfondire:

 

- Poison word e stop word a confronto

- Scrivere per Google

- I contenuti di un sito web




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