mer

22

mag

2013

Inviare il curriculum via email: gli errori da evitare




[Il blog di Contenuti WEB riflette il mio approccio al mestiere del web writer: chi scrive contenuti per internet deve conoscere sì i meccanismi della rete, ma anche quelli della scrittura. Qui troverete consigli per il web writing da entrambi i punti di vista: del geek da una parte e del web writer dall'altra. Buona lettura!]

Inviare curriculum via email

Inviare il curriculum via email sembra un'azione banale. Per alcuni lo è davvero, per altri, viste le email che ricevo, la questione viene sistematicamente sottovalutata. Potrei fare della facile ironia e raccontarvi episodi estremi, ma trattandosi di una faccenda seria – una faccenda che riguarda il lavoro e quindi la vita – preferisco spiegare una volta per tutte cosa fare e cosa non fare quando si decide di inviare un curriculum via email. Questi consigli, se avrete l'umiltà di accettarli, vi torneranno utili anche nei confronti di altri lavori e di altri interlocutori. In fondo si tratta di applicare un poco di buon senso. Sospetto che i seguenti punti saranno la risposta ai prossimi invii di curricula male impostati. Arriverò purtroppo in ritardo ma almeno eviterò il ripetersi degli stessi errori. Vi rispetto uno per uno e pertanto: resto a disposizione per qualsiasi “chiarimento”.

1) Usate formati standard (o inserite anche questi)

Esistono decine di siti web e strumenti gratuiti che permettono di creare curriculum online in modo completo e veloce. Tra questi, ce ne sono alcuni che danno al CV un taglio artistico. Spesso però un aspetto grafico accentuato gioca a sfavore delle informazioni, cioè della parte concreta su cui si basa l'impietoso binomio ti ricontatto/ti ignoro. Se optate per le infografiche o decidete di proporvi attraverso soluzioni inventate di sana pianta, fatelo pure, ma ricordate di allegare anche il classico ma sempre comprensibile formato .doc. Meglio ancora il modello europeo di curriculum.

2) Oggetto chiaro, testo breve e incisivo

L'unico oggetto sensato per un'email di collaborazione è “Collaborazione”, con le sue varianti “Richiesta di collaborazione”, “Proposta di collaborazione”, “Candidatura”, ecc... Rinunciate alla tentazione di frasi simpatiche o slogan a effetto: tenete conto che la vostra email verrà letta nel 90% dei casi da un uomo o da una donna oberati di lavoro, che leggono durante l'anno decine di email simili alla vostra e che se presteranno attenzione non sarà certo per merito di una rima. A proposito del testo non dilungatevi troppo, non usate parole antiquate (esso, allorché, all'uopo...), non scrivete Lei e Voi con la maiuscola. Limitatevi a 3 o 4 righe in cui segnalate i vostri punti di forza e spiegate perché vale la pena lavorare per la tale azienda. Tappatevi il naso: se non ci sono vere ragioni sarà la vostra prima leccata di culo.  

3) Non cadete nel ridicolo e non siate arroganti

Appena usciti dall'università, magari con un bel voto, magari con l'animo in pace per un viaggio in Nicaragua, si è pronti a spaccare il mondo e lo si vuole dimostrare a tutti, inclusi i potenziali datori di lavoro. Questo atteggiamento va bene: meglio così che corpi morti pieni di paranoie e dubbi. Tuttavia, dovete sapervi controllare. Si può fare colpo senza cadere nel ridicolo o manifestare la propria tracotanza. In concreto, non inserite la conferma di lettura, non aggiungete il contrassegno urgente (!), non lasciate il testo dell'email vuoto come se non aveste bisogno di presentazioni.

 

Vi assicuro che il rispetto di queste regole banali aumenta in misura esponenziale le possibilità di lasciare un bel ricordo. Magari non vi ricontatteranno subito, magari nemmeno vi risponderanno, ma almeno avrete la coscienza a posto e saprete che ciò che dovevate fare è stato fatto. Per il resto, non posso che augurarvi buona fortuna.

 

 




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