Scrivere per Google

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Scrivere per GoogleEro indeciso se intitolare il post di questa settimana “Scrivere per i motori di ricerca” o “Scrivere per Google”, ma alla fine ho scelto la seconda opzione. Inutile nascondersi dietro un dito: scrivere per il web, almeno in Italia, significa scrivere per Google. La vera home page dei nostri siti, parafrasando le parole del filosofo e scrittore statunitense Weinberger, è infatti lui, Big G. Ma come fare ad essere apprezzati (e quindi trovati, e quindi letti) dal motore di ricerca numero 1 in Italia?

Bè, non certo con strani riti e facili scorciatoie. Esistono piuttosto alcuni accorgimenti per facilitare il lavoro degli spider che Google sguinzaglia alla ricerca di nuove pagine da indicizzare. Molti di questi li potete già trovare in quel poco di testo che avete letto finora…

…tipo:

Metatag title: il titolo che compare nella parte alta del vostro browser. Nel mio caso ho scelto tre semplici parole (scrivere+per+google): pur potendo inserirne molte altre, ho preferito restringere al massimo il cerchio. Il metatag title è infatti ritenuto dai motori di ricerca particolarmente significativo per “interpretare” l’argomento di una pagina. Riempirlo di keyword o scegliere una frase troppo lunga, oltre a confondere e urtare il lettore, non potrà che penalizzarvi.

Titoli (e sottotitoli): i cosiddetti tag h1, tag h2, tag h3 ecc… Google, ancora una volta, si affida a loro per cercare di classificare al meglio una pagina web e quindi indicizzarla. Si tratta, in poche parole, del titolo della pagina stessa (tag h1) e di altri eventuali titoli (tag h2, tag h3, ecc) di altrettanti paragrafi in cui è suddiviso il testo.

Prime righe: quelle che Google tiene più in considerazione, forse perché Larry & co sanno che ogni lettore del web non va oltre le 20-30 parole per decidere se proseguire o meno con la lettura, o almeno questa mi sembra la spiegazione più probabile… Ad ogni modo cercate di inserire qui – l’ideale sarebbe entro la metà della prima riga – le stesse keyword usate nel metatag title e nel tag h1.

Keyword: impossibile farne a meno. Bisogna innanzitutto decidere quali (a questo proposito lo strumento più diffuso, sebbene pensato per gli annunci Google Adwords, è Keyword tool). Dopodiché si effettua una scelta, cercando un buon compromesso tra il troppo generico (+ di 6 keyword) e il troppo specifico (1 keyword). Ricordate che le variazioni contano! Non usate le stesse identiche parole chiave: i filtri di Google riconoscono le varianti e i sinonimi, perché non approfittarne?

Bold: L’occhio di una persona viene subito attratta da una parola in grassetto. Idem per gli spider dei motori di ricerca: anch’essi sono in grado di riconoscere le parole in evidenza, attribuendo loro una rilevanza maggiore. Non esagerate però! Evidenziare una frase o addirittura un intero paragrafo non ha alcun senso, né per chi legge né per chi – come gli spider – deve decifrare il contenuto di quella pagina.

Link: oltre a costruire la trama del vostro sito web, i link rivestono una particolare importanza se riferiti ad anchor text con all’interno le stesse keyword (sempre loro!) usate nel metatag title, nel tag h1, nelle prime righe ecc… Questo vale sia per i link in entrata (da una pagina esterna a una pagina interna) sia per i link interni (da una pagina interna a un’altra pagina interna).

 

Questi, in sostanza, gli accorgimenti da tenere presente quando si ha come obiettivo scrivere per i motori di ricerca, Google su tutti. Nell’elenco ho inserito solo e soltanto ciò che riguarda le dinamiche di indicizzazione. Tenete però presente che a decidere quanto vale quello che scrivete sono anche le persone in carne e ossa, ovvero i vostri lettori. A loro dovrete riservare ben altro trattamento: contenuti freschi, giochi di parole, una scrittura fluida… Google può solo darvi una mano.

 

Per approfondire:

–  Le regole del web writing

Il titolo di una pagina web

Come ottimizzare un testo per il web

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