Melascrivi e Populis Create: quanto si guadagna?

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Melascrivi e Populis, quanto si guadagnaAl momento di scrivere questo articolo, Populis Create e Melascrivi rappresentano le due offerte di pay-to-write più allettanti d’Italia. La terza opzione, almeno fino a poco tempo fa, si chiamava Wikio Experts, progetto francese che però chiude i battenti questo mese per motivi non del tutto chiari. Avvezzi a ogni tipo di fregatura e trappola presente nella rete, in molti si chiedono come funzionano queste due piattaforme di content marketplace, e, nello specifico, quanto si guadagna, come si viene pagati, cosa bisogna fare. Anch’io me le sono chiesto: alla domanda è seguita l’iscrizione, all’iscrizione la partecipazione, alla partecipazione la rinuncia e, a distanza di un paio di mesi, il post che state leggendo.

Quanto si guadagna?

Cominciamo dalla questione economica. La risposta secca alla domanda quanto si guadagna, per quello che mi riguarda, è una sola: poco. La foto della ragazza seduta tra due palme di una qualche spiaggia caraibica mentre scrive a computer – una delle tre foto nell’header della pagina create del sito Populis – mi fa lo stesso effetto, col senno di poi, della famiglia felice della Mulino Bianco che prepara i biscotti. Se arrotondare uno stipendio con le entrate di questi due siti è molto faticoso, per non dire snervante, immaginarsi di condurre una vita spensierata alle Bahamas scrivendo articoli on demand è semplicemente ridicolo. Nello specifico, Melascrivi paga secondo i cosiddetti “livelli di qualità”, nient’altro che stelle tipo hotel assegnate da sconosciuti revisori a ciascun autore in base alle sue capacità. Più sei bravo più guadagni (sempre che di guadagno si possa parlare) fino al raggiungimento della quarta e ultima stella.

Guadagno Melascrivi

Il pagamento viene poi effettuato al raggiungimento di una cifra di default pari a 20 euro. Le cose sono un po’ diverse per quanto riguarda Populis Create. Qui si viene pagati a pezzo, non a parola, e la cifra da raggiungere per riscuotere è pari a 15 euro. In entrambi i casi, il versamento viene effettuato su carta di credito (Populis accetta solo account Paypal).

Guadagno Populis Create

 Come funziona?

Il sistema, sia per Melascrivi che per Populis Create, è piuttosto semplice e intuitivo. Per quest’ultimo è necessario fornire un po’ più di dati al momento dell’iscrizione, mentre per l’uno e per l’altro l’invio di una piccola prova scritta è un passaggio obbligatorio. Minimo comune denominatore è la mole di lavoro, pressoché identica rispetto ai possibili guadagni: se per Melascrivi arrivare a 500 parole significa scriverne quasi il doppio (ad, al, allo, ai, agli, all’, agl’, alla, alle… le parole non conteggiate sono esattamente 279), per Populis Create sarà il contorno del “pezzo” a prolungare la vostra permanenza di fronte al computer. Redatto l’articolo infatti, in questo secondo caso dovrete scrivere un attacco accattivante – tradotto: qualche riga per riportare il topic (o titolo) dell’articolo stesso – e compilare una casella apposita con una breve lista di tag. Ma soprattutto dovrete cercare su Flickr una foto libera da licenza con le esatte dimensioni richieste per quell’articolo, non un pixel di più non un pixel di meno. E non sperate, come ho fatto io, di trovare la foto su altri siti, perché vi verrà chiesto il link alla pagina Flickr, con tanto di nome dell’autore che ha scattato la foto (qualora dimenticaste questo piccolo dettaglio, segnalato per la cronaca solo nella guida, l’articolo vi verrà rispedito indietro con una motivazione tipo: come riportato nella guida, devi scrivere il nome dell’autore della foto).

Dov’è la fregatura

A questo punto la domanda è legittima: pagare pagano, i patti sono abbastanza chiari, ci sono addirittura degli indirizzi email a cui scrivere in caso di dubbi e domande (su Melascrivi il servizio prende il nome di ticket assistenza)… quindi la fregatura dov’è? Per quel che mi riguarda la fregatura non c’è, ed è proprio questa la fregatura. Il rischio di abituarsi a un guadagno sicuro, per quanto misero, è terribilmente alto, e frasi come “sempre meglio di niente”, “qualche soldo in più fa sempre comodo” o “almeno con loro i soldi li vedo” potrebbero presto cominciare a infestare le vostre conversazioni con parenti e amici. La questione è che il gioco non vale la candela, tutto qua. Dire il contrario significa abbassare la testa a una logica di mercato che, come tutte le logiche di mercato, ha la forma di una piramide, dove centinaia di persone occupano i gradini più bassi e pochi fortunati speculatori quelli più alti.

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17 Commenti
  1. Caro Roberto, rileggendo questo articolo scritto un anno prima di conoscerci e di intraprendere la nostra avventura con ContenutidiQualita.com, ripenso a quanto il nostro progetto fosse un vero e proprio schiaffo etico a tutti questi content marketplace! Peccato che, come tu stesso scrivi, l’assuefazione a lavorare per due soldi perché “tanto non si trova di meglio” porti chi scrive ad una terribile rassegnazione, invece di reagire contro queste logiche di mercato rifiutandosi di svendere il proprio lavoro. Sarebbe bello se tutti i copywriter (ma la stessa cosa vale anche per tutti gli altri professionisti) si mettessero d’accordo per creare un prezziario e lo rispettassero evitando di svendersi e di costringere gli altri a fare altrettanto.
    Comunque è sempre bello rileggere i tuoi articoli… perché dimostri ogni volta qual’è la differenza tra chi scrive per comunicare un messaggio e chi lo fa (anche se costretto) solo per rifrullare parole!

    • Rispondi

      Grazie dei complimenti, fa sempre piacere sentire che qualcuno, ogni tanto, è ancora in grado di indignarsi. Purtroppo sembra di vivere in una società in cui i margini per essere solidali e aiutarsi a vicenda sono stati ridotti a zero o quasi. Tutti pensano agli affari propri e il tempo per collaborare non esiste più. Ma è proprio questo che servirebbe ora, una rivoluzione dal basso, anche sul lavoro. Un abbraccio

    • Lorenzo
    • 25 Luglio 2014
    Rispondi

    Ovvio che c’è qualcuno che ci passa intere giornate a scrivere su Melascrivi , ma a parer mio meglio utilizzarlo ogni tanto.
    Lato editore non trovo nessun difetto

    • Viviana
    • 5 Dicembre 2013
    Rispondi

    Sei hai scritto per Melascrivi e hai ceduto da accordi il tuo articolo, loro sono liberi di farne ciò che vogliono, anche riproporlo altrove. Da regolamento è anche esplicitamente vietato infastidire direttamente gli editori, salvo per i canali preposti. Tutti quelli che si lamentano di questo sito, sostengono che le condizioni sono insostenibili. Ma le condizioni sono chiare, e voi le avete accettate se lavorate per loro, compreso il regolamento che infrangete, e che porta poi alla sospensione dell’account. Se non vi sta bene, non dovevate accettare. Se accettate, non venitevi poi a lamentare di come funziona. Lo sapevate. Poi qua tutti si lamentano che un articolo costa poco. Ma sono pochissime parole, lo chiamate articolo 250 battute? Ci si mette niente. Io ho fatto i miei conti, ogni ora di lavoro su Melascrivi mi viene pagate circa cinque euro (Sono seconda stellina). Ne consegue che prendo di più qui che in uno schifoso call center, che mi paga in genere 4 e rotti lordi. E in più non ho spese e decido le tempistiche. Certo, lavoro anche molto meno, ed è altrettanto vero che non bisogna pensare che questo possa essere altro che un lavoretto per arrotondare. Ma non è che sono mostri orribili, è soltanto un lavoro stupido, che può fare anche una scimmia ammaestrata, purché sappia la sua lingua, e che viene dichiaratamente pagato poco, in maniera trasparente e con condizioni precise. E’ scritto altrettanto chiaramente che possono rifiutarlo arbitrariamente (E io non ho mai subito ingiustizie) Non vi va di farlo? Non lo fate. Ma far denuncia come se violassero la legge, è ridicolo. Non lo fanno.

    • Rispondi

      Ciao Viviana, per quanto mi riguarda sono (stra) fiero di aver scritto questo articolo, è uno dei più letti del blog e se anche solo una persona ha cambiato idea dopo essere arrivata alla fine mi fa solo che piacere. Qui nessuno ha denunciato nessuno “come se violassero la legge”. Tra parentesi articoli da 250 parole rappresentano solo una parte delle commissioni, a volte si arriva al triplo o al quadruplo. Ti invito a soffermarti su questo paragrafo:

      Dov’è la fregatura

      A questo punto la domanda è legittima: pagare pagano, i patti sono abbastanza chiari, ci sono addirittura degli indirizzi email a cui scrivere in caso di dubbi e domande (su Melascrivi il servizio prende il nome di ticket assistenza)… quindi la fregatura dov’è? Per quel che mi riguarda la fregatura non c’è, ed è proprio questa la fregatura. Il rischio di abituarsi a un guadagno sicuro, per quanto misero, è terribilmente alto, e frasi come “sempre meglio di niente”, “qualche soldo in più fa sempre comodo” o “almeno con loro i soldi li vedo” potrebbero presto cominciare a infestare le vostre conversazioni con parenti e amici. La questione è che il gioco non vale la candela, tutto qua.

  2. Rispondi

    Sono stato bannato da Melascrivi perché ho contattato l’editore e non mi hanno dato i 22 euro che avevo raggiunto, roba da pazzi. Avevo solo chiesto all’editore se cercava qualcuno a tempo pieno. Non so veramente più cosa fare, in due settimane avevo raggiunto le tre stelle!

  3. Rispondi

    Vi racconto la mia esperienza in melascrivi

    Per quasi un anno abbiamo fatto scrivere moltissimi articoli tramite questo presunto content writing.

    Da qualche mese abbiamo scoperto un sito copia del nostro che praticamente prendeva spunto dai nostri articoli riproponendoli in altre parole. Abbiamo indagato fino in fondo ed abbiamo scoperto che la ditta che ha creato il sito è la stessa che gestisce melascrivi..

    Con questo vi sconsiglio vivamente di farsi fare articoli da quel sito, l’ho chiamato “quel sito” perchè non è nulla di serio. Esperienza documentabile, addirittura adesso si sponsorizzano con la chiave del nostro dominio tramite adword..
    Lato editore sconsigliatissimo in quanto, se avete un idea che funziona, questa viene presa in considerazione dallo staff si melascrivi ed in fine copiata.

    • Sandro Cannatella
    • 6 Febbraio 2013
    Rispondi

    Mah se vi piace farvi pagare 3€ ad articolo fate pure.

    • Ila
    • 31 Dicembre 2012
    Rispondi

    Io su Melascrivi mi trovo bene. Al momento studio e dedico qualche ora alla redazione di articoletti per MS. Risultato? in poco tempo ho messo da parte oltre 200€, senza contare i 124€ che ancora devono pagarmi passate le festività. Insomma, non ci si può certo mantenere ma rispetto ai siti che frequentavo in passato (Ciao, Doyoo, Mylot) è un notevole passo avanti.

    • Carmelo
    • 28 Giugno 2012
    Rispondi

    Attenzione a Melascrivi. stavo molto faticosamente raggiungendo il traguardo dei 25 euro (la cifra che ti permette di vederteli addebitati su Paypal) e tutto andava bene. Improvvisamente non mi accettano più gli articoli con motivazioni deliranti. A buon intenditor poche parole.

    • Alex
    • 5 Maggio 2012
    Rispondi

    Condivido in pieno le tue conclusioni su melascrivi, che ho testato e abbandonato nel giro di pochi mesi.
    Si tratta di vero sfruttamento, l’elenco delle parole non conteggiate per il pagamento è lunghissimo, si perde il diritto d’autore, occorre monitorare continuamente il sito per prenotare insulsi articoli. Decisamente non ne vale la pena.

    • Rispondi

      Grazie Alex di aver segnalato il tuo pensiero in modo così schietto: viva la sincerità. Se vuoi collaborare con un marketplace serio dai un occhio a contenutidiqualita.it e scrivimi un’email 😉

      Roberto

  4. Rispondi

    Populis non lo conosco, ma mi sembra molto pesante il lavoro da fare per accaparrarsi una manciata di euro.

    Il problema di Melascrivi è che devi essere sempre online per poterti accaparrare un articolo. Con loro poi la mia esperienza è negativa. Sono un articolista freelance e trovando pochi articoli da scrivere ho contattato molti editori, citando Melascrivi nel mio curriculum. A causa di questo Melascrivi mi ha bannato e non mi ha pagato i 19€ di entrate che avevo accumulato. Però loro i soldi dagli Editori se li son presi.

    Imparare l’inglese? Uhm, son troppo vecchio…… continuerò a fare il freelance in italiano se ci riesco!

    • Sara
    • 13 Ottobre 2011
    Rispondi

    Ma excite è di populis 🙂

    • Rispondi

      Gesù… allora si tratta di advertising “autoindotto”,
      grazie della precisazione Sara!

  5. Rispondi

    Ciao, ottimo l’articolo che avete scritto.

    Del resto cerco appunto di capire come un azienda che sta acquisendo centinaia di siti e network importanti di europa possa permettersi di pagare degli editor per poi generare traffico per l’advertising in rete.

    Detto ciò mi chiedo 2 cose:
    – il 100% delle entrate di populis derivino dall’advertising (Tu che dici?)
    – ok gli articoli in inglese dove la mole delle ricerche è superiore, ma proprio per questo motivo non dovrebbe costare di più un editor Italiano? Anzi conosco personalmente persone che scrivono per 5$ al pezzo.. anche qua si tratta di una cifra non adeguata a stare in piedi..

    • Rispondi

      Grazie,

      io credo che Populis guadagni più che altro da chi desidera avere testi e contenuti per il proprio sito, non tanto dall’advertising. Uno dei clienti maggiori di Populis, ad esempio, è viaggi.excite, e presumo che le entrate di advertising per gli articoli vadano poi a Excite, non a Populis.

      Certo che un editor italiano dovrebbe costare di più, anche perché in un futuro molto prossimo tutti avranno ottimi siti, ma pochi avranno testi che sanno comunicare qualcosa tanto ai motori di ricerca (Google) quanto agli utenti.

      Anch’io conoscevo uno che si svendeva a pochi euro, per questo ho aperto un’agenzia web 😉

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