Come Ottimizzare un Testo per il Web

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Come ottimizzare un testo per il webOttimizzare un testo per un sito web significa due cose: da un lato renderne agevole la lettura, dall’altro inserire quegli elementi che facilitano ai motori di ricerca il lavoro di indicizzazione.

I due aspetti sono abbastanza distinti ma hanno la stessa importanza: un buon testo non vale nulla se non può essere trovato in rete, così come un testo ben posizionato ma impaginato e scritto male è del tutto inutile perché verrà abbandonato dopo poche righe. Saper coniugare le due esigenze è il segreto di un bravo web writer!

 Dividere in paragrafi

Vediamo allora innanzitutto come scrivere testi ottimizzati SEO in modo da agevolare la lettura. Le regole principali sono tre: dividere in paragrafi, evidenziare le parole, essere concisi.Dividere in paragrafi un testo, a differenza di quanto avviene per la carta stampata, è nel web una sorta di corollario. La velocità di fruizione del media internet è infatti così elevata che l’impatto visivo di un testo uniforme, lungo e privo di intervalli ha lo stesso effetto di un bastone tra le ruote.

Di fronte a un simile “muro di parole” i ripetuti click del mouse si interrompono, subentra una fase di stallo e il lettore si scoraggia. Meglio quindi scomporre il testo in tanti paragrafi di lunghezza più o meno uguale, dando a ciascuno un titolo che catturi l’attenzione e aiuti il lettore a orientarsi. Esemplari in questo senso sono le voci di Wikipedia.

Evidenziare le parole

Ottimizzare un testo per il web in modo da agevolarne la lettura comporta poi un lavoro paragonabile a quello dello scultore. Le parole di maggior interesse vanno evidenziate, messe in risalto, scolpite appunto nel testo come fossero di pietra. Solo così l’occhio avrà gioco facile nel trovare ciò che il cervello sta cercando. Del resto, gli obiettivi da tenere a mente sono gli stessi per qualsiasi contenuto scritto per il web: catturare l’attenzione del lettore e, allo stesso tempo, aiutarlo a orientarsi. Da un punto di vista pratico, gli strumenti a disposizione sono numerosi: parole in grassetto, parole in corsivo, parole linkate, PAROLE SCRITTE IN MAIUSCOLO…

Attenzione però a non esagerare: evidenziare troppe parole è come non evidenziarne nessuna, idem per le altre possibilità. Un buon compromesso è non superare il 5% di parole evidenziate. E attenzione anche a non creare ambiguità. Se ad esempio il vostro testo presenta sia parole linkate sia parole sottolineate, distinguete le une dalle altre in modo chiaro e inequivocabile: link vero e link sottolineato confondono le acque, link vero e link sottolineato.

Essere concisi

La terza regola per ottimizzare un testo per il web in modo da agevolarne la lettura è senz’altro la più difficile da rispettare. Essere concisi implica un lavoro approfondito, che comporta l’eliminazione di parole superflue, la scelta del termine esatto tra un ventaglio di 4, 5, 6 o più sinonimi, la perfetta padronanza della sintassi e molto altro ancora. In un singolo post, purtroppo, non mi è possibile parlare di un tema così vasto, anche perché si tratta di un lavoro senza fine, che dura fino a quando si ha voglia di farlo durare. L’esercizio è forse l’unico sistema, insieme alla lettura, per migliorare la qualità dei propri testi: lo scrittore, hanno detto in tanti, si fa scrivendo.

Ottimizzare un testo per i motori di ricerca

Per quanto riguarda il fattore indicizzazione, il posizionamento di un testo dipende da moltissimi elementi, alcuni dei quali esulano dalle nostre possibilità di intervento (v. ad es. ilPage Rank del sito web in cui viene pubblicato il testo stesso – ecco perché l’article marketing può tornare molto utile). Altri sono invece di dominio comune, nel senso che chiunque, nel momento di scrivere un testo, ha facoltà di inserirli o meno. Ovvio che conviene farlo, meno ovvio che bisogna conoscere quali sono!

Le keyword

Tra gli elementi che è bene conoscere (e usare) per ottimizzare un testo web dal punto di vista dei motori di ricerca, ci sono innanzitutto loro, le parole chiave (o key words). La loro funzione consiste nella costruzione della pertinenza di una pagina. Google & Co. – ma sappiate che qui in Italia a dettare legge è per il 95% circa Google – sono infatti in grado di analizzare milioni di pagine, ottenendo, tra le altre cose, dati numerici su quanto i contenuti di una pagina siano pertinenti rispetto a un certo argomento (che poi corrisponde, l’argomento, nient’altro che alla query – o ricerca o domanda – dell’utente di Google & Co.)

Tanto per fare un esempio stupido, un testo per il web che parla di “frutta e vitamine” ha:

  • poco a che fare con parole come concessionaria auto, studio legale oagenzia immobiliare,
  • abbastanza a che fare con parole come sport o dieta
  • moltissimo a che fare con parole come alimentazione e salute
  • ha esattamente a che fare con parole come frutta e vitamine

Inserire in un testo esattamente le parole per cui vogliamo che quel testo – e quindi il profilo della nostra attività, la descrizione di un prodotto del nostro eshop e così via – sia trovato dagli utenti, facilita il lavoro dei motori di ricerca e premia ciò che abbiamo scritto con un buon punteggio di pertinenza. Occhio però anche qui a non esagerare: se contate quante volte ho scritto “ottimizzare un testo per il web”, vedrete che tale formula (una keyword tra virgolette lunga) compare non più di 5 volte. Riempire un testo delle stesse parole chiave è considerato infatti un comportamento scorretto, perché indica scarso rispetto verso l’utente (e, tenetelo bene a mente, utente = cliente di Google).

Inoltre, cercate di non scegliere più di 3 o 4 parole chiave da inserire. Se ad esempio vendete divani a Milano, inserite vendita + divani + Milano, a volte insieme a volte separati (non ha importanza), ma non andate oltre. Questo perché gli algoritmi di Google, individuate le parole chiave, danno a ciascuna un valore che si dimezza a ogni aggiunta: 1 parola chiave avrà quindi il 100% di importanza, 2 parole chiave avranno il 50%, 3 parole chiave avranno il 33% e così via. Un po’ come avviene per i tag, tanto per intenderci. Posizionare un testo – e una pagina web in generale – per più di 4 o 5 parole chiave diventa quindi impossibile o quasi.

Bene, non vi resta che pubblicizzare nei maggiori siti di article marketing il vostro testo! O, in alternativa, rivolgervi a un esperto del mestiere…

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2 Comments
    • Henry
    • 4 Agosto 2011
    Rispondi

    Eh già, Google detta legge in Italia, ma forse è meglio il monopolio di chi ci sa fare……

    • Rispondi

      In parte sì, sono d’accordo con te: avere un solo motore di ricerca significa doversi adeguare soltanto ai suoi parametri, imparati quelli si può dire che siamo a posto. Il rovescio della medaglia è che lo spazio a disposizione per farsi notare si riduce notevolmente, come se fossimo tantissimi pesci in un solo stagno 🙁

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