Blog fai-da-te: le basi per partire (e non sbagliare)

  • 23 Dicembre 2019
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All’alba del 2020 il blog fai-da-te è ancora visto da molti come  un’opzione facile da attuare. Essendo gratuito (me lo faccio da solo) il blog fai-da-te appare in automatico la soluzione migliore, se non in certi casi l’unica percorribile. E qui nasce un primo equivoco dettato dall’inesperienza: pensare che scrivere articoli per conto proprio sia sufficiente a ottenere un riscontro degno di questo nome. Non è così. La sola scrittura ha permesso sì a qualche blogger di realizzarsi e farsi un nome, ma ha condannato anche tanti altri (la maggioranza) a sforzi enormi che non hanno portato a nulla. Oggi la situazione è ben diversa rispetta a una volta, e gli ostacoli lungo il cammino sono aumentati. Le difficoltà per un aspirante blogger sono tante:

  1. C’è più concorrenza
  2. Ci sono più strumenti a disposizione
  3. Il pubblico è più esigente
  4. Google è più selettivo
  5. Il peso dei social media è cambiato

ROI Blog

Basterebbe fermarsi a riflettere un momento su alcuni di questi punti per capire che il blog rimane sì un’opportunità, ma non più così accessibile come un tempo. Il pubblico, ad esempio, non si lascia più affascinare da un blog gestito in modo amatoriale, senza una cornice grafica e senza contenuti all’altezza delle aspettative. Poteva accadere negli anni 2000, quando il blog era una novità e la famigliarità dell’utente era in via di definizione. Vent’anni dopo la selezione “naturale” ha premiato blog professionali, vedi Aranzulla nel campo informatico o Giallo Zafferano in ambito di ricette. Ciò non vuol dire che i blog fai-da-te siano scomparsi, anzi, forse mai come oggi sono così numerosi. Semplicemente: gli spazi di manovra si sono ridotti, e con loro gli errori che ti è permesso commettere.

I DUE REQUISITI DI UN BLOG FA-DA-TE (FACCIAMO TRE)

Ogni anno abbiamo a che fare con clienti che vogliono aprire un blog, o per promuovere l’attività o per lanciare un progetto digitale online. Nella loro visione (sempre di breve termine purtroppo) le carenze principali sono due:

  • La configurazione del blog stesso, ovvero di un sito web sviluppato in fai-da-te, spesso privo di caratteristiche essenziali come la compatibilità con i dispositivi mobile (altro errore grossolano: sottovalutare o ignorare che il 60% di traffico proviene da telefonini e tablet)
  • La frequenza di pubblicazione, estremamente bassa rispetto alle reali necessità di sviluppo e promozione di un blog (il classico: pubblichiamo una ventina di articoli poi vediamo… Non vediamo un bel niente purtroppo, perché qualunque blog ha bisogno di centinaia di contenuti per vivere)

Queste due carenze ci portano a individuare di conseguenza i due requisiti fondamentali per superare la fase di entusiasmo iniziale e sopravvivere alla prova del tempo.

1. Il tuo blog deve essere realizzato con WordPress!

 Blog fai da te in WordPress

Mi spiace deludere qualcuno, ma un blog sviluppato con WIX, Jimdo, Aruba e piattaforme WYSIWYG (dove i contenuti vengono trascinati e assemblati come per magia) presenterà sempre grossi limiti, soprattutto nel lungo periodo. Può andare bene lo stesso? Per iniziare forse sì, ma visto che poi andrà eseguita la famosa “migrazione”, tanto vale partire subito con il piede giusto.

E il piede giusto si chiama WordPress, il CMS più famoso e più utilizzato al mondo. Se il vostro blog è sviluppato in WordPress (o se aprire una sezione blog all’interno di un sito con WordPress) siete già un passo avanti rispetto alla concorrenza di amateur.

2. Il tuo piano editoriale (a proposito, ne hai uno?) deve includere almeno 50-80 articoli

Elabora un piano editorialeUn blog funziona nella misura in cui pubblica contenuti con regolarità. Questa legge non l’abbiamo scritta noi, è un principio universale e insindacabile. Se non aggiorniamo più il blog con nuovi contenuti, il blog muore e le persone non tornano più a visitarlo. All’inizio dobbiamo subito sfoderare gli artigli e pubblicare decine di articoli, diciamo pure 50-80 nell’arco di un un semestre di lavoro (parliamo di 2-3 articoli a settimana, almeno).

Quando il blog ha una buona base, proseguiamo al ritmo di uno o due articoli a settimana. Ciò vuol dire prevedere un centinaio di contenuti nel primo anno di vita del blog! (Ecco perché, fra parentesi, abbiamo messo in vendita card “prepagate” con venti contenuti e non con due o tre articoli).

 

A questi due punti se ne aggiunge un terzo, facoltativo ma direi presto o tardi inevitabile (leggi: presto). Sto parlando dei social media, e cioè di Facebook o di Instagram o di Youtube o – meglio – di tutti e tre insieme (e magari di qualche altro in arrivo). Il blogger fai-da-te lo sa, ma per forma mentis o pigrizia preferisce a volte ignorarlo: “non mi piace Facebook”, “non ho un canale Youtube”, “non mi va di usare Instagram, sai non sono fotogenico”… Tutto sacrosanto, ma al di là delle battute ironiche, pensa ai migliori atleti: anche loro avranno sgobbato e ripetuto fino alla nausea attività forse perfino odiose. Se vuoi essere fra i migliori, dovrai accettare qualche piccolo sacrificio.

LA GESTIONE DI UN BLOG E L’AFFIANCAMENTO INIZIALE

In definitiva, il blog fai-da-te è lecito (ci mancherebbe), ma va organizzato alla luce di alcune competenze minime, e di una strategia in grado di coprire almeno il primo anno di vita (quali sono gli argomenti più urgenti da trattare? Quali le categorie? Quale la frequenza di pubblicazione? E i social da attivare per primi? Tutto questo fa parte della strategia). Se non si sa dove sbattere la testa, è bene essere umili e accettare di coinvolgere qualcuno per affiancare la gestione o quantomeno impostarla correttamente. Questo qualcuno non sarà il cugino o l’amico del fidanzato della nipote che “fa siti web”. Per gestire un blog ci vuole un professionista, o un’agenzia di copywriting specializzata nella gestione di blog.

Noi di Contenuti WEB abbiamo gestito e continuiamo a gestire decine di blog in fase di start up o già avviati. Nel portfolio lavori puoi trovare qualche esempio di ciò che abbiamo realizzato dal 2011 a oggi per conto di privati, aziende, ecommerce e negli ultimi mesi anche enti pubblici. Tanti i progetti e le soddisfazioni, ma ancora tante le delusioni quando si cerca di spiegare ai meno avveduti ciò che abbiamo scritto nero su bianco in questo articolo, senza purtroppo essere ascoltati e creduti. Lo diciamo contro i nostri interessi, a rischio di spaventare e scoraggiare i blogger in erba: un blog è una cosa seria e richiede tanto tempo, tanta pazienza e un certo budget economico. Senza questi elementi, il fallimento è assicurato. Auguriamo a tutti di riuscire in questa impresa: come lasciò detto Seneca, res severa, verum gaudium.

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