Scrivere 2.0 è forse il libro più significativo intorno al web writing apparso finora in Italia. O almeno era questo l'incipit che avevo in mente prima di leggerlo. In libreria mi sono trasferito alla cassa spinto dalla convinzione che fosse arrivato il momento di aprire il libro sul web writing. Avrei dovuto invece fare attenzione al sottotitolo, e cioé “gli strumenti del web 2.0 al servizio di chi scrive”. Scrivere 2.0 è infatti un ottimo contenitore di programmi, applicazioni e siti web per chi vuole creare e condividere documenti, soprattutto di testo, ma non va oltre la forma dell'elenco.
Un giudizio lapidario potrebbe dunque essere questo: ottimo per chi cerca dritte su servizi dedicati al web writing, facoltativo per chi desidera sapere cosa sia il web writing. Nel libro di Luca Lorenzetti, edito da Hoepli nella collana Web & marketing 2.0, troverete ben pochi consigli sulla scrittura per il web vera e propria (il che stride parecchio con il titolo) ma moltissime dritte e altrettanti spunti su cosa fare una volta scritto qualcosa a computer, sia online che offline (il che, d'altro canto, è in perfetta linea col sottotitolo). Nello specifico, la prima metà del libro tratta argomenti come l'organizzazione del lavoro, la condivisione di documenti, la scrittura collettiva, mentre la seconda parte è tutta incentrata sull'ebook.
E proprio questo tema, dal punto di vista di quel me stesso in libreria con la mano già al portafoglio, si è rivelato come un altro imprevisto che avrei preferito evitare. Certo, bastava sfogliare un po' il libro e leggere la quarta di copertina, ma è anche vero che quando si ha davanti un titolo così inequivocabile e una concorrenza inesistente o quasi la prudenza scema in fretta. Un “Ebook e scrittura per il web” sarebbe stato più corretto, visto che il tema occupa la bellezza di 6 capitoli su 14. Paradossalmente, va detto inoltre che la scrittura stessa non è poi così curata, almeno in alcune parti. Tipo: i vantaggi che […] possiamo conseguire scegliendo di scrivere utilizzando un editor di testo... una combo di 5 verbi una in fila all'altro che farebbe secco chiunque. O ancora: […] non garantisce alcuna visibilità in sé. Un libro stampato non ha di per sé […] così come non li possiede di per sé il formato digitale.
Un altro sé e avrei cominciato a grattarmi. Ad ogni modo Scrivere 2.0, proprio grazie alla scelta di definirsi come un contenitore di idee, riesce a fornire nel minor numero di pagine il maggior numero di servizi, applicazioni, siti web, link, blog, e di nuovo applicazioni, una sorta di compendio di quanto gravita ad oggi in internet intorno al tema “creare e condividere documenti di testo”. Vale la pena leggerlo? Dipende da cosa cercate. A chi ad esempio è digiuno di web 2.0 e vuole farsi una cultura settoriale, a chi intende pubblicare o condividere un ebook, a chi desidera farsi un'idea dei siti web di scrittura collettiva, e molto altro ancora, pollice alzato. Vivecersa, a chi vorrebbe qualche dritta sull'ottimizzazione di testi per il web, a chi interessa sapere come scrivere un titolo per una pagina web, a chi insomma vuole migliorare le proprie capacità di scrivere 2.0, la mano ruota di 180 gradi e il pollice indica senz'altro verso il basso.
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Grazie mille per la recensione, stavo per fare lo stesso errore anch'io.
Di nulla, grazie a te per il commento.
Roberto