10 Profili Aziendali da NON Prendere Come Esempio

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Profili aziendali da NON prendere come esempioCome promesso la settimana scorsa, nel post di oggi vorrei analizzare 10 profili aziendali da NON prendere come esempio. La mia non vuole certo essere una sterile critica a chi non sa scrivere, e lo capirete facilmente leggendo il seguito: i difetti da me segnalati non c’entrano nulla con la qualità della scrittura, ma solo con qualche accorgimento che sarebbe stato bene adottare e che invece è stato ignorato. Allo stesso modo di quanto fatto la settimana scorsa con i 10 profili da prendere come esempio, anche qui ogni screenshot è stato commentato con quattro o cinque righe di appunti personali, per indicare quali sono i problemi maggiori riscontrati nelle rispettive pagine “profilo” (ma anche “about”, “chi siamo”, ecc). La scelta è stata davvero imbarazzante… vediamo cosa offre la rete!

 

Istituto IleTorino

IN QUESTO PROFILO MANCA UNA MANO DI BOLD (GRASSETTO) PER ORIENTARE LA LETTURA

1) Chi parte col piede giusto è a metà dell’opera… l’altra metà dell’opera però, per questa Istituto linguistico, rimane incompiuta. Oltre all’effetto fai-da-te che suscita il titolo HOME in alto a sinistra, in questo caso a mancare sono le “ancora di lettura”, ovvero quelle parole o formule evidenziate in bold che focalizzano l’attenzione dell’utente e lo aiutano a orientarsi. Dato l’alto numero di paragrafi, inoltre, non sarebbe stato male aiutarsi con dei titoli H2.

 


 

Birreria trilussa Roma

IL PROFILO DI UNA BIRRERIA: E’ EVIDENTE L’ECCESSIVO E CONTROPRODUCENTE USO DEL TESTO COLORATO

2) Se il problema del profilo numero 1 era l’assenza di “ancora di lettura”, nella pagina di benvenuto di questa birreria accade esattamente il contrario! Di parole evidenziate ce ne sono fin troppe, con l’unico risultato che è come non aver evidenziato nulla. Un’occasione mancata sia per gli utenti in carne e ossa sia per gli spider di Google, per i quali l’interpretazione dell’argomento della pagina non si potrà basare sulle key word in bold.

 


 

Maldarizzi auto - profile company

TROPPE POCHE RIGHE, ANCHE PER UNA CONCESSIONARIA: UN’OCCASIONE SPRECATA.

3) Nei manuali di scrittura creativa e di comunicazione – nonostante molti scrittori si facciano beffa di questo principio – il primo consiglio è sempre quello di essere diretti e arrivare subito al punto. La concessionaria di questo esempio lo fa, ma in modo anche troppo brusco! Leggendo queste 5 righe si ha l’impressione di venire liquidati da chi aveva di meglio da fare. Peccato!

 


 

Illuminazione Idea srl - chi siamo

FORMATTAZIONE CHE SBANDIERA A CASO, AGGIUNTA DI COLORI INUTILI, USO INSENSATO DEL BOLD, FOTO TROPPO PICCOLE… CAOS TOTALE!

 

4) Alzi la mano chi leggerebbe un profilo del genere dall’inizio alla fine. Le foto scelte, oltre che piccole, sono tutt’altro che significative (si tratta di un ecommerce di lampade), il testo sbandiera e rientra in modo casuale, il bold non ha alcun senso, c’è un link “nudo” con tanto di “http://”, e, come se non bastasse, la frase centrale, evidenziata in rosso, contiene un gravissimo errore grammaticale, perché regola vuole – in italiano – che tra soggetto e verbo non ci vada mai la virgola, per lo meno non in frasi così corte. Come scriverebbero su Twitter, #sapevatelo 🙂

 


 

Nuovo Mobilificio Tagliamento

A MANCARE IN QUESTO CASO E’ LA SUDDIVISIONE IN PARAGRAFI, CHE MIGLIOREREBBE LA LETTURA SU PC 

5) Se è vero che il profilo di questo Mobilificio è arricchito dalla possibilità di scaricare in pdf, stampare o inviare via email il testo (v. le tre icone in alto a destra) è anche vero che A) le dimensioni della foto scelta sono sproporzionate rispetto a quelle del testo stesso; B) manca una suddivisione in paragrafi (ne basterebbero un paio); C) non c’è alcun tipo di ottimizzazione dal punto di vista del bold; D) lo sfondo viola non è esattamente l’ideale per leggere. Basterebbe davvero poco, eppure…

 


 

Pelletteria The Bridge

UN CONTRASTO DI COLORI SBAGLIATO FRA TESTO E SFONDO RENDE LA LETTURA IMPOSSIBILE.

6) Ve l’assicuro: questo profilo non è rimpicciolito, ma è esattamente delle stesse dimensioni di come si trova online! Chi l’ha scritto per questa Pelletteria (forse gli stessi dipendenti, seguendo la solita legge del fai-da-te all’italiana) non conosce nessuna delle regole di ottimizzazione di un testo, compreso l’utilizzo di font più leggibili di altri come il Verdana o l’Arial.

 


 

Scatolificio forlivese

OK CHE E’ UNO SCATOLIFICIO, MA SE IL CLIENTE VOLESSE SAPERNE DI PIU’, PERCHE’ RIFILARGLI QUESTO MATTONE?

7) Tutti dovrebbero fare attenzione alla pagina “Chi siamo”. Presentarla nel migliore dei modi significa impressionare il cliente in modo positivo, come quando ci si presenta con un mazzo di fiori o una scatola di cioccolatini a casa di qualcuno. Nel caso di questo scatolificio, dato l’effetto “mattone” di testo + foto, più che una scatola di cioccolatini mi viene da pensare a una peperonata…

 


 

Web agency e-max Bologna

COME VOLEVASI DIMOSTRARE, ANCHE LE WEB AGENCY NON SCHERZANO…

8) Nel post della settimana scorsa avevo scelto il profilo di una web agency come esempio virtuoso. Le stesse web agency, tuttavia, dimostrano spesso di non sapere un accidenti delle regole per ottimizzare un testo. Non fa eccezione la web agency di questo screenshot, che si lascia andare ad un uso sfrenato (e controproducente) del caro e vecchio bold.

 


 

CBM & Partners

QUALCUNO CREDE DAVVERO CHE UN POTENZIALE CLIENTE LEGGERA’ TUTTO QUESTO? BOCCIATO! 

9) Ed ecco uno degli errori più frequenti: il polpettone di informazioni. Ok, volete dire tutto, essere completi, spiegare la vostra storia, con quanta fatica avete tirato su la baracca e via dicendo… ma fidatevi: bastano 3 paragrafi di 5 righe l’uno per farlo, non certo il papiro che propone ai suoi visitatori questo studio legale! (Tra l’altro in italiano qualsiasi parola inglese – come partner – non vuole mai la S quando è intesa al plurale!).

 


 

Milettiantonio.it

E C’E’ ANCHE CHI, NEL DUBBIO, LASCIA PARLARE LE IMMAGINI… 

10) Se avete dubbi su cosa scrivere, non seguite l’esempio di questo negozio di strumenti musicali. D’accordo che le immagini parlano da sole, ma Google non ha occhi, solo spider che leggono il testo! Se anche fosse presente, ricordate che l’attributo-alt da associare alle immagini, che vi piaccia o meno, può essere considerato un complemento della parola scritta, non un sostituto!

 

A fare la differenza, come avete potuto vedere, sono soprattutto i dettagli, e se ancora non avete letto il post della settimana scorsa, fatelo, perché vi renderete conto che basta davvero poco per migliorare la comunicazione in rete. La stragrande maggioranza delle aziende italiane ancora non l’ha capito, ma il percorso è già segnato: solo chi riuscirà a distinguersi, un domani, potrà raccogliere i frutti migliori.

 

Per saperne di più:

10 profili aziendali da prendere come esempio

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